15 Luglio 2024
Familiari

Salute mentale: stigma e autostigma

La malattia mentale è stata a lungo associata a uno stigma sociale e culturale che può avere effetti negativi sulla vita delle persone affette. Questo stigma può derivare da molti fattori, come la mancanza di comprensione e di informazione sulla malattia mentale, la paura, la discriminazione e il pregiudizio. Spesso, le persone che soffrono di malattie mentali possono anche essere vittime di discriminazioni sul posto di lavoro, nell’accesso ai servizi sanitari e alle cure, nelle relazioni sociali e familiari.

Nonostante sia stato compiuto qualche progresso rispetto agli anni passati in tema di consapevolezza della salute mentale (soprattutto tra le generazioni più giovani) sopravvive però ancor oggi la convinzione che le persone con un disagio psichico siano diverse da tutte le altre; si tende, detta in altri termini, a negare la dignità di malattia alle malattie mentali (vedi la vignetta in alto).

Le forme in cui si manifesta lo stigma nei confronti della malattia mentale

Lo stigma nei confronti della malattia mentale può assumere molte forme e manifestarsi in diverse situazioni, vediamo alcuni esempi suffragati dalle testimonianze che abbiamo raccolto:

  • L’evitamento delle persone che soffrono di malattie mentali da parte della comunità o dei familiari, a causa della paura o del pregiudizio;

Da bambino l’estate andavo in vacanza in un paesino di montagna, dove abitava quella che tutti chiamavano «la matta» perché la si poteva sentir gridare a distanza. Nessuno di noi si era mai fidato a passare sotto casa sua, facevamo sempre il giro più largo…


  • La discriminazione sul posto di lavoro, come il licenziamento o la mancanza di opportunità di avanzamento di carriera, a causa della diagnosi di malattia mentale;

Per 5 anni avevo lavorato in una palestra, ma quando un’amica si è lasciata sfuggire che ero seguita dal Servizio di salute mentale a causa del disturbo bipolare, il mio titolare mi ha allontanata, incurante del rapporto umano che pensavo di aver costruito nel tempo: «Mi spaventi tutta la clientela, la gente ha paura di venire in palestra se poi si viene a sapere».


  • L’uso di espressioni offensive o derogatorie nei confronti delle persone che soffrono di malattie mentali, come “pazzo” o “fuori di testa”;

Pensavo che i malati mentali fossero persone disturbate, pericolose, aggressive, ripugnanti, che non meritassero attenzione o qualsiasi tipo di rispetto o considerazione.


  • La rappresentazione negativa dei personaggi con malattie mentali nei media e nell’immaginario collettivo, che può contribuire ad alimentare stereotipi e pregiudizi;

Nonostante avessi capito che c’era qualcosa che non andava mi rifiutavo di metter piede in un Centro di Salute Mentale, avevo paura che queste persone fossero violente nei miei confronti. Avevo sempre pensato: io non sono come loro!


  • La percezione errata che le malattie mentali siano una scelta o un segno di debolezza, che può impedire alle persone di cercare aiuto e di ricevere la giusta cura.

Malattia mentale? Ma sì… avrà avuto un esaurimento. E’ una persona fragile, con la testa fra le nuvole, che non sa bene cosa volere e cosa pensare, nemmeno gestirsi…


Questi sono solo alcuni esempi di come lo stigma può manifestarsi nei confronti della malattia mentale ed è sempre utile ricordare quanto possa avere conseguenze molto negative sulla vita delle persone affette da questo tipo di patologie e che combattere il pregiudizio e la discriminazione costituisce un passo estremamente importante per garantire un accesso equo alle cure, far in modo che le persone che soffrono di disturbi psichici possano vivere in modo soddisfacente e produttivo e promuovere una società più inclusiva e solidale.

Tra le molte iniziative che cercano di abbattere lo stigma riferito alle malattie mentali possiamo citare le campagne di sensibilizzazione, i programmi di educazione e le attività di advocacy. Parlare di salute mentale e promuovere la comprensione e l’educazione su queste tematiche è sicuramente un passo fondamentale per vincere lo stigma, dato che quando le persone sono informate e consapevoli delle problematiche legate alla salute mentale, potranno riconoscere i segni di eventuali disturbi, fornire sostegno alle persone che ne soffrono e promuovere un dialogo aperto e senza pregiudizi.

L’autostigma

Le testimonianze riportate ci danno una prima idea di che cosa voglia dire per un malato o un familiare combattere lo stigma che circonda la malattia mentale, ne aggiungiamo in conclusione delle altre che tendono addirittura a rafforzare quegli stereotipi, nel momento in cui applichiamo a noi stessi le medesime convinzioni negative: parliamo in questo caso dell’autostigma.


Ho sempre cercato di non incontrare i vicini di casa per non dover dare spiegazioni, non avrebbero capito le manifestazioni della malattia e nemmeno io avrei avuto voglia di parlarne.


Una volta, entrando al Centro di Salute Mentale, ho incontrato una persona che conoscevo. Mi ha chiesto: «Che ci fai qui?». Lo sapevano in pochi… Sono rimasta spiazzata… «Sono qui per partecipare a dei Gruppi di ascolto» avevo risposto. Che vergogna!


A me piacerebbe molto poter parlare anche sul lavoro del mio problema, ma ho paura. Vorrei uscire allo scoperto, ma mi rendo conto che le persone accanto a me non sono pronte a questa comunicazione.

Paolo Giovanazzi

Laureato in giurisprudenza, si occupa di marketing e mercati finanziari. Trovandosi a dover condividere con il fratello le tante insidie della malattia mentale, ha voluto approfondire il suo modo di vedere le cose per potergli essere d’aiuto.

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